Non tutti hanno la fortuna di avere un ricco zio in America pronto a lasciare una cospicua eredità. È molto più comune il caso, piuttosto, di un genitore che presta i soldi al figlio per acquistare una macchina, una casa, o per studiare, oppure di uno zio che aiuta il nipote a organizzare il matrimonio. Come viene gestito un prestito tra parenti? Vediamo come è possibile prestare o farsi prestare soldi senza incorrere in problemi con il fisco, e senza il rischio di scatenare inutili diatribe familiari.

Prestito tra parenti: cosa dice la legge

Prestare soldi a parenti o amici stretti è una cosa abbastanza comune. Finchè sono piccole cifre, nell’ordine di poche decine o di poche centinaia di euro, è possibile semplicemente prelevare e consegnare il denaro contante, con un accordo, anche verbale, che regoli l’utilizzo e la restituzione della somma.
Se, però, si inizia a parlare di cifre di denaro consistenti, superiori a 1000 o 2000 euro, nasce la necessità di effettuare lo scambio del denaro attraverso bonifico bancario o altri metodi di pagamento che risulteranno tracciabili e potrebbero essere soggetti a controlli e accertamenti da parte della pubblica amministrazione.
È molto importante sapere come comportarsi, in questo caso, per non rischiare di incorrere in sanzioni. Se, quindi, da un lato il prestito tra familiari è la soluzione ideale per ottenere un finanziamento flessibile, subito disponibile, e almeno nella maggioranza dei casi, senza interessi da restituire, dall’altro può essere rischioso se non correttamente regolamentato.
Regolare e dichiarare il prestito tra parenti
Per evitare rischiosi accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate è necessario che la transazione sia regolamentata e che siano correttamente indicati i dati che la regolano. Le parti interessate, in caso di accertamento, devono essere in grado di fornire adeguata documentazione che dimostri l’origine del denaro e il carattere dell’accordo. Questo è indispensabile per prevenire la circolazione di denaro al nero ed eventuali compensi per prestazioni non dichiarate, così da contrastate il lavoro al nero. Cosa deve fare chi voglia prestare denaro a un parente o un amico?
La scrittura privata per prestiti tra amici e parenti
La scrittura privata fra le parti è il modo più indicato per stare tranquilli e non avere problemi con l’Agenzia delle Entrate. Tale documento andrà ad indicare innanzitutto se si tratta di:
- Prestito infruttifero: come avviene il più delle volte, la restituzione del prestito, anche se avviene a rate, non è soggetta ad interessi.
- Prestito fruttifero: sono calcolati interessi per la restituzione della somma.
Dovrà, inoltre, chiaramente indicare i dati personali dei firmatari, il grado di parentela che intercorre fra loro, il totale della somma prestata e il metodo di versamento, le condizioni stabilite fra le parti e il motivo del prestito.
Si consiglia sempre di provvedere alla registrazione della scrittura privata.
La registrazione si può effettuare presso l’Agenzia delle Entrate, e prevede il pagamento di un’imposta di registro, che corrisponde a una percentuale sul totale del denaro oggetto del prestito.
Nel bonifico che trasferirà la cifra dal conto di chi presta il denaro all’utilizzatore della somma, dovranno essere indicati gli estremi della scrittura privata, la data di stipula, il nome del beneficiario e il motivo del prestito.
Più la causale del bonifico sarà dettagliata e precisa, maggiori saranno le garanzie di poter dormire sonni tranquilli.
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